Per for­tu­na sono sem­pre di più gli ospe­da­li a Roma, in Ita­lia o nel mon­do in cui è pos­si­bi­le tro­va­re dei nasi ros­si e cami­ci colo­ra­ti insie­me ai tra­di­zio­na­li cami­ci mono­co­lo­re di infer­mie­ri e medici.

Ospe­da­li in cui è pos­si­bi­le vede­re noi clo­wn­dot­to­ri por­ta­re alle­gria, colo­re e sor­ri­si ai bam­bi­ni ricoverati.

Signi­fi­ca che la nostra figu­ra è sta­ta ormai rico­no­sciu­ta e il nostro valo­re apprez­za­to da tut­ti: i medi­ci, le fami­glie e i bambini.

Cosa è la clownterapia?

Per spie­gar­la potrem­mo usa­re paro­lo­ni come Gelo­to­lo­gia o Psi­co­neu­roen­do­cri­noim­mu­no­lo­gia, ma non lo faremo.

La clo­wn­te­ra­pia o tera­pia del sor­ri­so è, come dice la paro­la stes­sa, una tera­pia e per som­mi­ni­strar­la non ser­ve esse­re medi­ci, basta ave­re la volon­tà di infon­de­re buo­nu­mo­re nel­le persone.

Lo stes­so Patch Adams, noto ai più per esse­re sta­to il padre del­la clo­wn­te­ra­pia, insie­me a Michael Chri­sten­sen, affer­ma che :” Una risa­ta può ave­re lo stes­so effet­to di un anti­do­lo­ri­fi­co: entram­bi agi­sco­no sul siste­ma ner­vo­so ane­ste­tiz­zan­do­lo e con­vin­cen­do il pazien­te che il dolo­re non ci sia “.

Que­sto è veris­si­mo, ci sono ormai tan­tis­si­mi stu­di scien­ti­fi­ci che con­fer­ma­no l’efficacia del­la clo­wn­te­ra­pia ed è que­sta la ragio­ne per cui la figu­ra del clo­wn­dot­to­re è sem­pre più dif­fu­sa negli ospe­da­li pedia­tri­ci e non solo.

Cosa fa in pratica la clownterapia?

Sta­vol­ta use­re­mo qual­che ter­mi­ne un po’ più tec­ni­co, ma nes­su­na pau­ra è solo per spie­ga­re meglio le fina­li­tà del­la clo­wn­te­ra­pia in ospe­da­le:

  • Miglio­ra la qua­li­tà del­la degen­za dei bam­bi­ni ospedalizzati.
  • Aiu­ta il bam­bi­no a supe­ra­re (se c’è) la pau­ra del “cami­ce bian­co”, par­te­ci­pan­do alle visi­te con lo staff medico.

  • Sen­si­bi­liz­za la comu­ni­tà ospe­da­lie­ra a uti­liz­za­re la clo­wn­te­ra­pia come mez­zo di comu­ni­ca­zio­ne sem­pli­ce ed efficace.
  • Ridu­ce il livel­lo di ansia e di stress dei geni­to­ri e del­le figu­re sani­ta­rie che accu­di­sco­no i pic­co­li degenti.
  • Crea momen­ti di socia­liz­za­zio­ne tra i medi­ci, gli infer­mie­ri, i geni­to­ri e i bambini.
  • Comu­ni­ca sere­ni­tà e sti­mo­la il diver­ti­men­to (lad­do­ve è possibile).
  • E’ di soste­gno nei momen­ti dif­fi­ci­li e tragici.
  • Miglio­ra l’umore dei bam­bi­ni rico­ve­ra­ti sti­mo­lan­do la pro­du­zio­ne di endor­fi­ne al fine di aumen­ta­re le loro dife­se immunitarie.

Il clowndottore

E’ vero che non ser­ve esse­re dei medi­ci per “som­mi­ni­stra­re” la clo­wn­te­ra­pia, infat­ti è pos­si­bi­le infon­de­re buo­nu­mo­re in qual­sia­si cir­co­stan­za e occa­sio­ne, ma negli ospe­da­li, da qual­che anno sem­pre più, si sta dif­fon­den­do la figu­ra del clo­wn­dot­to­re. Vedia­mo nel det­ta­glio chi è e cosa fa.

Il clo­wn­dot­to­re è un arti­sta che deci­de di dedi­ca­re la sua atti­vi­tà a far sor­ri­de­re i bam­bi­ni in ospedale.

Magi­ca­bur­la Onlus for­ma i suoi clo­wn­dot­to­ri con un cor­so di alme­no 200 ore più tiro­ci­nio ospe­da­lie­roUna vol­ta supe­ra­to il cor­so e il tiro­ci­nio il clo­wn­dot­to­re di Magi­ca­bur­la può anda­re in ospe­da­le e il suo lavo­ro si svol­ge­rà in cop­pia con un altro clo­wn­dot­to­re dell’associazione.

I 2 clo­wn­dot­to­ri, vesti­ti e truc­ca­ti per l’occasione, inte­ra­gi­sco­no con i bam­bi­ni rico­ve­ra­ti atti­van­do la loro “par­te sana” attra­ver­so il gio­co, il can­to, la micro­ma­gia, l’improvvisazione e coin­vol­gen­do geni­to­ri, infer­mie­ri e medi­ci pre­sen­ti nel­le stanze.

Gra­zie alla clo­wn­te­ra­pia, i bam­bi­ni, sep­pur rico­ve­ra­ti, potran­no vive­re la degen­za ospe­da­lie­ra con più leg­ge­rez­za e supe­ra­re la pau­ra e l’ansia di tro­var­si in un luo­go diver­so dal­la pro­pria casa o, più in gene­ra­le, dal pro­prio mondo.

I clo­wn­dot­to­ri han­no il com­pi­to di soste­ne­re anche i geni­to­ri dei pic­co­li pazien­ti offren­do loro pre­sen­za, con­for­to e sostegno.

Ini­zial­men­te instau­re­rà un rap­por­to di cono­scen­za con i geni­to­ri per otte­ne­re com­pli­ci­tà e fidu­cia. Gra­zie a que­sta nuo­va “allean­za” il bam­bi­no si fide­rà del clo­wn­dot­to­re e sarà dispo­ni­bi­le al gio­co. E’ impor­tan­te, infat­ti, che si crei una situa­zio­ne di diver­ti­men­to “fami­lia­re”, il bam­bi­no sarà più tran­quil­lo e dispo­ni­bi­le al “gio­co” se vedrà i geni­to­ri divertirsi.

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