Io e il mio clowndottore

Io e il mio clowndottore

Nella vita di tutti i giorni mi chiamo Alessandra, ma quando mi trasformo in clowndottore, mi trucco e cambio identità divento Auguria. Non sono un super eroe: sono un clown dottore. Fetta di cocomero in testa, accessori zuccherini e naso rosso.

Chi è un clowndottore?

Essere un clowndottore significa capire empaticamente nel giro di pochi istanti di cosa ha bisogno la persona che ci troviamo davanti. Il nostro scopo non è solo quello di “fare ridere”, né ci limitiamo a lavorare con il piccolo paziente ma con tutta l’equipe che con il bambino interagisce. In alcuni casi un cambio di sguardo, un pianto calmato, un sorriso abbozzato è il più alto traguardo a cui aspirare in quel contesto. E riuscirci è una gioia che riempie il cuore.

Che facciamo in reparto?

A volte è dura, sì, ma ciò che dà senso all’assistere a tanta sofferenza è vedere che il nostro lavoro funziona. Il cambiamento d’atmosfera in una stanza tra prima e dopo l’intervento dei clown è palpabile. Una bimba ustionata che riprende possesso del proprio corpo giocando con le bolle di sapone, un ragazzino arrabbiato che viene convinto a mangiare nel momento in cui scopre che cosí i suoi poteri magici aumentano, una mamma che si fa abbracciare e ritrova un respiro calmo, un papà commosso nel vedere che il suo bimbo, guardando con gli occhi sgranati il clowndottore, non si è nemmeno accorto del prelievo.

Perché ho iniziato?

Un episodio della mia infanzia credo sia stato inconsciamente il primo passo di questo percorso: quando avevo sei anni una tromba d’aria ha scatenato l’inferno in spiaggia. Passato il vento mi sono ritrovata con un taglio in testa. Ho un ricordo nitidissimo del pronto soccorso e in particolare di mio padre che mi stava vicino, mi parlava con voce calma, mi distraeva facendomi domande sui cartoni animati e scherzando con i medici. Non ricordo il male che mi hanno fatto 8 punti in testa; ricordo le risate e la complicità con mio papà. Ecco perché è importante la presenza dei clown dottori: per distrarre le piccole “Alessandre” senza un papà che scherzi con loro sui nomi dei Puffi.

Chi è quindi un clowndottore, dicevamo? E’ una persona privilegiata che ha la possibilità di portare un sorriso e un conforto a chi sta male, di stimolare la parte vivace che ogni bimbo possiede e che spesso in un ambiente come quello dell’ospedale viene intorpidita, di dar forza alle famiglie che trovano il coraggio di sperare, e decidono di farlo sorridendo insieme a noi.

Grazie di cuore a tutti voi che ci supportate in questo lavoro meraviglioso facendovi contagiare, anche se a distanza, dai sorrisi che nascono dall’incontro fra un bimbo e un clown dottore.

 

By | 2018-05-15T12:47:20+00:00 aprile 24th, 2018|News|0 Comments