Come una bimba di sei anni può ispirare gli adulti.

Arian­na ha 6 anni e ci ha dato una bel­lis­si­ma idea per le bom­bo­nie­re solidali.

E’ una bim­ba che si diver­te un mon­do a gio­ca­re, rita­glia­re e colorare.

Arian­na gio­ca su un let­to di ospe­da­le. E’ rico­ve­ra­ta all’ospedale Bam­bi­no Gesù di Roma per un lin­fo­ma maligno.

Cono­sce i clo­wn­dot­to­ri di Magi­ca­bur­la da tan­to, trop­po tem­po ormai e ogni vol­ta che arri­va­no in repar­to lei è lì che li aspet­ta, col suo visi­no dol­ce e la sua voglia di diver­tir­si e sva­gar­si alme­no per un po’. Arian­na sor­ri­de sempre.

Ha una spe­cia­le sim­pa­tia per un clo­wn­dot­to­re, il Dot­tor Folk, con il qua­le gio­ca, fa le magie e si diver­te molto.

Un gior­no il Dot­tor Folk le mostra una sca­to­li­na di car­ta con den­tro una sem­pli­ce pie­tra colo­ra­ta dicen­do­le che è magi­ca, e glie­la rega­la pri­ma dell’intervento.

Quel­la sca­to­li­na diven­ta per Arian­na inse­pa­ra­bi­le. La por­ta sem­pre con sé, la strin­ge fra le mani quan­do le fan­no i pre­lie­vi, è sot­to il cusci­no quan­do le fan­no del­le operazioni.

Quel­la sca­to­li­na rac­chiu­de tut­ta la for­za di Arian­na, tut­ta la volon­tà di sta­re bene, tut­ti i sorrisi.

Poi un gior­no, non si sa come, Arian­na non tro­va più la sua sca­to­li­na, for­se sem­pli­ce­men­te è anda­ta per­sa tra un rico­ve­ro e l’altro. Si sen­te per­du­ta. Ora Arian­na si sen­te più sola.

In lacri­me e dispia­ciu­ta per la per­di­ta del­la sca­to­li­na, non si da’ pace ma con la tena­cia tipi­ca di una bam­bi­na di 6 anni, ini­zia a rea­liz­za­re una sca­to­li­na di car­ta con i fogli del­le rivi­ste che la mam­ma por­ta con sé per far pas­sa­re le inter­mi­na­bi­li atte­se in ospe­da­le. La sca­to­li­na non è cer­to pre­ci­sa e resi­sten­te come quel­le pre­se in car­to­le­ria, ma ha una bel­lez­za tut­ta sua.

Quel­la sca­to­li­na fat­ta a mano è sta­ta rega­la­ta da Arian­na al dot­tor Folk. E oggi quel­la sca­to­li­na è sem­pre pre­sen­te nel­la sua vali­gia del­le magie. Quel­la sca­to­li­na è il più bel ricor­do di Arian­na, quel­la sca­to­li­na è la voglia di sor­ri­de­re di fron­te alle dif­fi­col­tà, è la for­za di anda­re avanti.

Ispi­ra­ti da quel gesto e da quel­la sca­to­li­na rea­liz­za­ta a mano, Magi­ca­bur­la ha deci­so di crea­re del­le bom­bo­nie­re soli­da­li con­te­nu­te in sca­to­li­ne del gene­re, fat­te a mano con la car­ta dei vec­chi giornali.

Inve­ce del­le pie­tre magi­che tro­ve­re­te dei con­fet­ti, inve­ce del­la car­ta del­le rivi­ste pati­na­te tro­ve­re­te una car­ta diver­sa e inve­ce di Arian­na tro­ve­re­te noi clo­wn­dot­to­ri a con­se­gnar­ve­le. Ma il sor­ri­so è lo stesso.

Ora Arian­na non è più in ospe­da­le, è usci­ta non pri­ma però di aver­ci lascia­to degli otti­mi sug­ge­ri­men­ti su come miglio­ra­re le nostre sca­to­li­ne. Lei se ne intende.

Gra­zie Arian­na per aver ispi­ra­to Magicaburla.

Gra­zie a voi che cre­de­te nei sor­ri­si, che soste­ne­te la clo­wn­te­ra­pia in ospe­da­le, che sce­glie­te Magicaburla.

Guar­da il video del­le bom­bo­nie­re soli­da­li di Magi­ca­bur­la Onlus.

Visi­ta la sezio­ne dedi­ca­ta alle nostre bom­bo­nie­re soli­da­li e tra­sfor­ma i tuoi momen­ti spe­cia­li in sor­ri­si per i bambini.